sabato 24 novembre 2007

Guerre tra eguali

Da un po’ di tempo si sente parlare di rumeni e di rom. Il tono con cui se ne parla non è molto positivo. C’è chi chiede che se ne tornino a casa propria perché sono considerati tutti ladri e gente violenta.

Tutto ciò è scaturito da un triste episodio di cronaca in cui una donna italiana è stata uccisa da un rumeno.

Certo, non è la prima volta che si sente parlare male degli stranieri, a questa volta la questione è diventata più ampia perché sono stati presi provvedimenti legislativi importanti dal Governo, su cui la stampa estera si è molto interessata.

Leggendo la rivista “Internazionale”, numero 718, risalente alla settimana dal 9 al 15 novembre, giornalisti di tutto il mondo (rumeni, francesi, inglesi, tedeschi..)hanno espresso il loro parere su quanto accaduto.

Sentimento comune, espresso più o meno velatamente, è il disprezzo per il comportamento italiano nei confronti dei rumeni e dei rom presenti nel nostro Paese. Non si parla di rumeni e rom, distintamente, per errore, ma perché sono due gruppi diversi!

I rumeni sono i cittadini della Romania.

I rom sono un ceppo etnico nomade, le cui origini sono sconosciute. I rumeni, anzi, per difendersi dalle accuse sdegli italiani, attaccano i rom.

Sarebbe importante ricordare che i rumeni, contro cui inneggiano tanti italiani, sono cittadini comunitari esattamente come loro! La Romania è entrata da poco a far parte dell’Unione Europea! A loro spettano diritti fondamentali di circolazione della persona, come a tutti i cittadini comunitari.

Si può dire “Non sono tutti così”….ed effettivamente è così! Ma non basta.

Gli articoli raccolti su “Internazionale” offrono una panoramica della difficile situazione della Romania, un Paese dove la politica è estremamente corrotta e dove la vita delle persone non è decisamente una vita agiata. In Romania i processi durano anni e le condanne sono seguite da scarcerazioni con la complicità dei politici. Così, spesso, la Romania diventa esportatrice di delinquenti (parole di Andreea Pora, rumeno!).

Questi cittadini (comunitari come noi!) arrivano nel nostro Paese allo scopo di migliorare la propria situazione. Indubbiamente il fatto di provenire da uno Stato dove la legalità è un’incognita già agli alti livelli, spinge molte di queste persone a tentare di risolvere i propri problemi infilandosi in “giri poco raccomandabili”. Questo però non giustifica becere manifestazioni razzistiche nei confronti di un’intera categoria di cittadini! Come non giustifica espressioni di politici che vorrebbero l’espulsione di migliaia di persone.

Non vi pare il nostro un comportamento quanto meno discutibile, se pensiamo che negli anni '60, in Svezia, era vietato l'ingresso agli italiani in molti negozi?!


1 commento:

Luigi ha detto...

io sono sardo e vivo in romania, spero che un sardo non commeta un delitto in italia altrimenti ci espelleranno tutti i sardi a goderci le nostre spiagge,,, e i veneti e lombard a rinunciarci..............